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E' VERO CHE CHI HA IL "SENO RIFATTO" NON Può / NON DEVE FARE LA MAMMOGRAFIA? 


FALSO, falsissimo.

Fra le donne è molto diffusa, complice anche la scarsa informazione fatta da alcuni medici, la credenza che la donna che si sia sottoposta ad una mastoplastica additiva con protesi non possa effettuare la mammografia.

Cerchiamo di capire perché non è vero.

L’intervento di mastoplastica additiva è una procedura chirurgica che consente di aumentare le dimensioni del seno mediante l’inserimento di una protesi in gel di silicone: tale protesi viene posizionata sotto al muscolo pettorale, sotto la ghiandola mammaria o, parzialmente, sotto entrambe le strutture (dual plane). Ciò vuol dire che la ghiandola mammaria, cioè la porzione del seno nel quale si sviluppano i tumori, rimane integra all’interno del seno. Pertanto un intervento di mastoplastica additiva purtroppo NON ELIMINA IL RISCHIO DI SVILUPPARE UN TUMORE DELLA MAMMELLA, ma anzi può rendere più difficile il suo riscontro con le normali tecniche diagnostiche perché la ghiandola mammaria può essere in parte “camuffata” dalla presenza della protesi.

La “paura” di fare la mammografia è determinata dal rischio che lo schiacciamento della mammella determinato dal mammografo potesse causare rottura della protesi con conseguente fuoriuscita di silicone che richiedesse un intervento di sostituzione della protesi stessa.

Al giorno d’oggi l’avanzamento delle tecniche radiologiche con l’uso di mammografi digitali che non richiedono più una pressione elevata della mammella e l’utilizzo di protesi molto più resistenti in gel di silicone “coesivo” ha praticamente azzerato la possibilità che la protesi si rompa durante la mammografia.

E’ tuttavia vero che in una mammella con protesi il tecnico di radiologia, utilizzando una tecnica introdotta da G.W. Eklund* deve avere l’accortezza di spostare la protesi posteriormente e superiormente e simultaneamente far progredire in avanti la ghiandola mammaria.

L’utilizzo della mammografia nello screening del carcinoma della mammella è utile nella donna con protesi mammarie alla stessa maniera delle donne con seno “naturale”.

La risonanza magnetica mammaria, spesso proposta ERRONEAMENTE come metodica di screening del tumore alla mammella nelle donne con seno “rifatto” NON HA ALCUNA INDICAZIONE come primo esame, a meno che non si faccia parte di alcune categorie di rischio familiare o acquisito **


E’ importante che la donna capisca che la mammografia è uno strumento estremamente utile per la diagnosi precoce del tumore della mammella e che il suo aiuto nella attività di prevenzione è fondamentale ed indispensabile. 

Per ogni dubbio è giusto che la donna chieda consiglio al proprio senologo che saprà consigliargli come e quando fare gli appropriati controlli di prevenzione.


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* - Eklund GW, Busby RC, Miller SH et-al. Improved imaging of the augmented breast. AJR Am J Roentgenol. 1988;151 (3): 469-73. AJR Am J Roentgenol

** -  https://www.breastcancer.org/symptoms/testing/types/mri/screening