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PERCHè L’ALLATTAMENTO PROLUNGATO SVUOTA IL SENO E LO FA CADERE? COME RIMEDIARE?


In corso di gravidanza la mammella va incontro ad una serie di cambiamenti che la preparano all’allattamento: le dimensioni del seno aumentano, l’areola si allarga, si scurisce e diventa prominente, il capezzolo si inturgidisce ed ingrandisce. Tutti questi cambiamenti avvengono per favorire l’attaccamento del bambino al seno materno per un corretto allattamento ed interessano anche la quantità di tessuto ghiandolare mammario, cioè la porzione di seno che produce il latte, che aumenta rispetto al grasso mammario. 


L’aumento di dimensione generale della mammella in allattamento causa uno stiramento di piccoli legamenti ( legamenti di Cooper) che normalmente mantengono il seno “attaccato” alla parete toracica e “lo tengono su”. Questi piccoli legamenti sono posizionati poco al di sotto della pelle e mentre in donne giovanissime sono molto forti, con l’avanzare dell’età tendono a perdere consistenza: per questo motivo il prolungarsi dell’allattamento causa una perdita di elasticità dei legamenti di Copper che rimangono stirati e non riescono più a mantenere il seno “attaccato” alla parete toracica.

Ciò comporta che il seno, che prima dell’allattamento era fermo ed “all’insù” acquisisce una ptosi, cioè una discesa con il capezzolo che gradualmente tende a non “guardare” più di fronte a sé, ma a guardare verso il basso. In tal modo il peso della ghiandola mammaria porta ad un effetto di svuotamento della porzione superiore del seno che, per questo motivo, si appiattisce.

Dopo il termine dell’allattamento il tessuto ghiandolare viene parzialmente sostituito da tessuto grasso.

Se la donna riesce a ritornare al peso corporeo pre gravidanza il seno avrà un aspetto diverso rispetto all’aspetto originale: la donna lo vedrà disceso, svuotato nella porzione superiore e con un quantitativo variabile di “pelle in eccesso”.

In caso contrario il mantenimento del peso acquisito dalla donna in corso di gravidanza influirà anche sull’aspetto del seno in cui vi sarà un maggiore accumulo di grasso rispetto a prima della gravidanza: per questo motivo la donna vedrà il proprio seno di dimensioni maggiori e più pesante, spesso con la comparsa di “smagliature” dovute per l’appunto a tale ingrandimento.


COME PORRE RIMEDIO ALLA "CADUTA" del SENO? 


Tra le donne è molto diffusa la credenza che un adeguato esercizio fisico della muscolatura pettorale consenta di “mantenere su” il seno evitandone la caduta post allattamento. Purtroppo la muscolatura pettorale si trova DIETRO la ghiandola mammaria, che su di essa poggia, e non all’interno. Un adeguato esercizio dei pettorali, pur mantenendo la tensione cutanea e conseguentemente evitando la formazione di “pelle in eccesso”, non contrasta la “caduta” della ghiandola mammaria che, come detto, è dovuta allo stiramento dei legamenti di Cooper e non ad un mancato sviluppo della muscolatura pettorale.

Altro falso mito è che il seno possa essere rassodato con creme corpo dalla diversa composizione applicate localmente: ciò, nel migliore dei casi, può solo modificare l’elasticità della pelle senza agire sulla componente ghiandolare mammaria né sui legamenti di Cooper.

Unico metodo per riportare il seno alla conformazione pre allattamento è l’intervento chirurgico di mastopessi o lifting mammario che riduce il quantitativo di pelle in eccesso e modifica la posizione del tessuto ghiandolare mammario riempiendo il seno, riportandolo alla sua posizione originaria e facendo ritornare il seno sodo e sostenuto, simile a quella dell’età giovanile.


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