Quasi il 6% dei tumori al seno colpisce prima dei 40 anni


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Erroneamente si tende a pensare che il tumore al seno colpisca solo le donne in età adulta o avanzata. Purtroppo, come dimostrato in numerose statistiche1, fino a 6 donne su 100 si ammalano di tumore al seno prima dei 40 anni. 

I tumori della mammella nelle giovani hanno un comportamento molto più aggressivo di quelli delle donne adulte/anziane e spesso l’errata convinzione di essere immuni a questa patologia porta ad una diagnosi ritardata con un tumore in stadio avanzato perché una donna giovane tende a ignorare la possibilità che quella “pallina” che ha sentito sul proprio seno possa essere un tumore.  

Allora perché non controllare anche le giovani regolarmente con la mammografia?  

Le ultime linee guida dell’American Cancer Society sullo screening mammografico2 hanno concordato nel dire che la mammografia è utile come screening a partire dai 40 anni, tranne che in casi rari di sospetto fondato o di familiarità per tumore della mammella. Questo accade perché il seno in età giovanile è costituito prevalentemente da tessuto ghiandolare (quello in cui viene prodotto il latte nel corso di allattamento) che ha una consistenza, una “durezza” maggiore rispetto al tessuto adiposo ed un aspetto molto più “denso”, più “bianco” alla mammografia; per questo motivo può essere spesso confuso con l’aspetto mammografico dei tumori che si manifestano anch’essi in bianco. 

Con l’avvicinarsi dei 40 anni, età in cui si presuppone che la donna avrà meno possibilità di allattamento, la mammella cambia: il tessuto ghiandolare si riduce, il tessuto adiposo aumenta e ciò fa in modo che l’immagine alla mammografia sia meglio interpretabile e che eventuali noduli tumorali risultino più visibili.

 

Quindi in giovane età cosa si può fare per fare prevenzione ed accorgersi che “qualcosa non va”? 

La cosa migliore da fare è conoscere il proprio seno imparando ad effettuare l’autoesame della mammella. Accorgersi in tempo di cambiamenti di forma, di colore, di consistenza, di dimensione, della comparsa di secrezioni o fossette sul proprio seno consente anche alle giovani donne di rivolgersi tempestivamente al proprio senologo che valuterà la necessità di effettuare una ecografia mammaria. 

L’ecografia mammaria, a differenza della mammografia, è un esame molto utile nella mammella giovanile perché spesso consente di differenziare fra un nodulo benigno ed un nodulo maligno. Tuttavia sottoporre ad ecografia di screening tutte le donne ha dei costi elevatissimi per il sistema sanitario e, pur aiutando a diagnosticare tumori che altrimenti rimangono nascosti e prolungando la vita delle donne che hanno la fortuna di una diagnosi precoce, non consente ancora di ridurre il tasso di mortalità sull’intera popolazione3

Il consiglio migliore resta uno: conoscere il proprio seno sin da giovani e, nel momento in cui si sente o si vede che “qualcosa non va”, rivolgersi al proprio senologo che possa guidare la donna nella scelta migliore possibile per la tutela della sua salute.

 

BIBLIOGRAFIA 

1.         Brinton LA, Sherman ME, Carreon JD, Anderson WF. Recent trends in breast cancer among younger women in the United States. J Natl Cancer Inst. 2008;100:1643–8. 

2.         Oeffinger KC, Fontham ET, Etzioni R, et al. Breast cancer screening for women at average risk. 2015 guideline update from the American Cancer Society. JAMA. 2015;314(15):1599–1614. 

3.         Kopans DB (2004) Sonography should not be used for breast cancer screening until its efficacy has been proven scientifically. Am J Roentgenol 182:489–491